Bonus Pubblicità 2020: cos’è cambiato
21 Aprile 2020

Bonus Pubblicità 2020: cos’è cambiato

Probabilmente il tuo commercialista ti ha parlato ancora del Bonus Pubblicità: è una misura creata con la Legge di Bilancio 2018, che offre delle agevolazioni fiscali per le aziende e i professionisti che investono in pubblicità per raggiungere i propri obiettivi di marketing e di comunicazione.

Il Bonus Pubblicità spetta a tutte le aziende, grandi o piccole, indipendentemente dal settore in cui operano: dalla piccola azienda agricola al colosso dell’acciaio, tutti la possono richiedere. Il Decreto Cura Italia di marzo ha rafforzato questi incentivi: visto che al momento non tutti abbiamo il commercialista a portata di mano, abbiamo pensato di parlartene noi.

Ecco cosa c’è da sapere.

Bonus Pubblicità fino all’anno scorso

Fino al nuovo Decreto, le aziende, i lavoratori autonomi o gli enti commerciali che richiedevano il Bonus Pubblicità ottenevano un’agevolazione sotto forma di credito d’imposta pari al 75% della spesa incrementale in pubblicità (rispetto all’anno prima). Inizialmente, per le PMI e le startup innovative il credito d’imposta riconosciuto era addirittura del 90%, ma già nel 2019 questa differenza era venuta meno.

L’agevolazione veniva erogata a condizione che l’investimento pubblicitario superasse almeno dell’1% quello dell’anno precedente, e quindi non era applicabile se l’investimento dell’anno precedente era pari a zero.

Attenzione però, perché non tutte le spese rientrano nella definizione di “investimento pubblicitario”. Infatti, non sono compresi gli importi pagati ai social e ai motori di ricerca per le campagne pubblicitarie online, mentre sono comprese:

  • acquisto di spazi pubblicitari e commerciali su quotidiani e periodici sia nazionali che locali, anche online
  • acquisto di spazi pubblicitari nella programmazione di tv e radio

Naturalmente queste spese sono considerate al netto di spese accessorie, come i costi di intermediazione e altri costi aggiuntivi.

Come funziona il Bonus Pubblicità 2020

Per aiutare la ripresa economica dopo la crisi del Corona Virus, il Decreto Cura Italia ha introdotto due modifiche fondamentali e valide solo per il 2020.

30% su tutto l’investimento pubblicitario del 2020

Non si parla più di investimento incrementale, né di 1%: con il nuovo decreto, all’azienda o al professionista verrà riconosciuto come credito d’imposta il 30% dell’intera spesa sostenuta nel 2020. In soldoni, per 10.000 euro di spesa pubblicitaria, l’azienda risparmierà 3.000 euro di imposte.

Togliendo la condizione dell’incremento rispetto all’anno prima, viene meno anche il vincolo di aver sostenuto almeno un euro di spesa nell’anno precedente. Il tetto massimo di spesa è fissato dal Decreto a 27,5 milioni di euro: se sei preoccupato di superarlo chiamaci subito, promettiamo di aiutarti in ogni modo possibile.

Richieste possibili fino al 30 settembre

La scadenza per richiedere il Bonus iniziale era fissata al 31 marzo 2020, ma il decreto ha stabilito un’altra finestra per presentare la domanda, che va dal 1 al 30 settembre 2020. Ovviamente restano valide le domande già presentate a marzo.

Come richiedere il Bonus Pubblicità 2020

Da qui al 30 settembre avrai tempo di parlarne con il commercialista, ma in sintesi ecco cosa c’è da fare per ottenere il Bonus Pubblicità:

  • compilare la domanda online sul sito dell’Agenzia delle Entrate (presentando questo modulo);
  • dal 1° al 31 gennaio 2021 presentare la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati” (*);
  • attendere la pubblicazione dell’elenco dei soggetti idonei sul sito del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria;
  • il Bonus sarà utilizzabile dopo 5 giorni lavorativi.

(*) dichiarazione rilasciata ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante l’effettiva realizzazione degli investimenti realizzati nell’anno presentati e che gli stessi soddisfano i requisiti di cui all’articolo 3 del D.P.C.M. n. 90 del 2018

Guardare oltre la crisi del Coronavirus

“Crisi” viene dal greco krisis e significa scelta (sì, qualcuno di noi ha fatto il classico): oltre 60 ristoranti, alimentari, agriturismi hanno scelto di iscriversi al consegnamy.it e continuare a lavorare in un modo diverso; con gli altri professionisti di BNI Capitolo Iseo abbiamo scelto le videoconferenze settimanali per continuare a scambiarci idee e consigli e superare insieme questo momento; tanti insegnanti a scuola e nelle università hanno scelto di usare metodi inediti per continuare a lavorare con i propri alunni.

Questa crisi ci pone davanti alla scelta di ripensare il nostro modo di fare impresa, di fare marketing, di fare comunicazione, e ci pone davanti al fatto compiuto che l’online non è più qualcosa che non ci riguarda: se vuoi fare due chiacchiere sull’argomento, fatti sentire e organizziamo una videochiamata.

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7 domande da porti prima di fare (o rifare) il tuo sito web

Lo scopo della nostra guida è aiutarti a fare mente locale sui principali punti da tenere presenti mentre pensi se vuoi un sito e come lo vuoi. In questo modo potrai anche farti capire meglio dall’agenzia alla quale ti rivolgerai per realizzarlo, evitando di dover richiedere mille modifiche o – peggio ancora – che il risultato finale non ti soddisfi.

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